Manifesti e affiches del Maggio francese (1968)

14 maggio 1968: la Scuola Superiore di Belle Arti di Parigi è occupata. Al suo interno gli studenti si radunano in assemblee per riorganizzano la scuola che prende il nome di Atelier Populaire. Questo periodo è caratterizzato da una reale organizzazione, necessaria alla produzione in massa di manifesti. Le prime assemblee definiscono i nuovi orientamenti dell’istituzione: riorganizzare il sistema educativo, stabilire un legame con gli scioperanti e utilizzare l’arte come uno strumento di propaganda.

Si decide di affiggere all’ingresso della scuola il seguente testo: “Lavorare nell’Atelier populaire, è sostenere concretamente il grande movimento dei lavoratori in sciopero che occupano le loro officine contro il governo gaullista anti-popolare. Mettendo tutte le sue capacità al servizio della lotta dei lavoratori ognuno, in questo Atelier, lavora per essa perché si apre attraverso la pratica al potere educatore delle masse popolari”.

Il primo manifesto è una litografia intitolata: U sines – U niversités – U nion (Fabbriche, Università, Unione).

3 U Usine Université Union

La litografia, vecchia procedura di riproduzione, non permetteva tuttavia di produrre manifesti rapidamente e in grande numero di copie. Durante l’asssemblea del 14 maggio, l’artista Guy de Rougemont propone di utilizzare la serigrafia. Quasi del tutto sconosciuta in Francia, questa tecnica non era considerata abbastanza nobile e precisa da numerosi artisti che preferivano la litografia o l’incisione. Per conoscere la tecnica serigrafica potete consultare questo sito Arte della serigrafia.

Con questo procedimento riuscirono a produrre migliaia di manifesti al giorno.
I progetti dei manifesti erano generalmente ideati in comune dopo un’analisi della situazione politica e degli avvenimenti della giornata o dopo delle discussioni alle porte delle fabbriche. Poi i progetti accettati venivano realizzati dai gruppi degli Atelier che si riuniscono notte e giorno. Furono anche costituiti decine di gruppi di affissatori. L’Atelier Populaire divenne un’istituzione aperta e democratica che attirò più di 300 artisti e migliaia di studenti che davano una mano più o meno puntualmente.

http://www.dailymotion.com/video/x4gmuv (video che chiarisce i metodi di produzione dei manifesti)

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Atelier Populaire de l’ex-école des Beaux-Arts 1968

La Bibliothèque Nationale de France ha digitalizzato e reso disponibili in rete oltre 400 manifesti politici relativi alla stagione del maggio ’68. E’ possibile consultarli dal sito di Gallica (ricerca per parole chiave: France 1968 Journées de mai)

Paola Mangano

 

 

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