Io all’EXPO non ci andrò

Già due anni fa, la prima volta che sentii parlare dell’evento EXPO di Milano, rimasi alquanto perplessa. Quando poi scoprii il tema selezionato “Nutrire il pianeta, energia per la vita” non potei che esserne decisamente schifata. Nutrire il pianeta? Ma cos’è? Una presa in giro? Pare che tra i temi principali che ruotano attorno all’EXPO ci sia “assicurare un’alimentazione sana e di qualità a tutti gli esseri umani per eliminare fame, sete, mortalità infantile e malnutrizione” e “prevenire le nuove grandi malattie sociali della nostra epoca, dall’obesità alle patologie cardiovascolari, dai tumori alle epidemie più diffuse, valorizzando le pratiche che permettono la soluzione di queste malattie”. Ah sì? Tutte finalità encomiabili non c’è dubbio. Peccato che i maggiori finanziatori dell’evento siano la Mc Donalds e la Coca Cola e persino la Monsanto che, per chi non ne fosse al corrente, è la multinazionale specializzata nella produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Nutrire il pianeta allora in pratica consisterebbe nel ingozzare sempre di più e impiantare là dove ancora non ci sono tutta una serie di fast food arricchiti di alimenti concimati e nutriti a suon di diserbanti e antibiotici?

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No, io non ci sto!!!

Per carità, poi sarà presente una quantità notevole di brave persone che lavorano onestamente e propongono prodotti di grande qualità, ma teniamo presente che la qualità si paga. E allora alla fine chi mangia veramente? Dire di nuovo “sempre i soliti” sembra una vecchia tiritera senza quasi più significato, ma è l’unica realtà. Che sia un’ottima opportunità per molti di fare soldi non c’è dubbio alcuno ma allora non prendeteci in giro con la pretesa di nutrire il pianeta.

Non bastasse questa grande beffa si aggiungano tutte le devastazioni in atto per fornire adeguate, quanto adeguate poi sarà da verificare, strutture per accogliere l’evento. Strutture spuntate come funghi utili per sei mesi e che dal 2016 diventeranno autentiche cattedrali nel deserto; cementificazione, debito, corruzione e precarietà. Tutto, a Milano e nell’hinterland, è sacrificabile, e si sta sacrificando, in nome di Expo. Un’occasione d’oro per speculazioni territoriali e finanziarie.

L’Expo è anche introduzione in Italia del lavoro gratuito per i giovani che non ne trovano uno retribuito, altro che nutrire…….

Per non parlare poi dei disagi: i pendolari negli ultimi giorni hanno visto scomparire treni, altri dirottati sull’EXPO con le conseguenze che ne derivano. Strade bloccate da ormai un anno in una Milano che è tutta un cantiere.

E questo a soldoni solo una piccola parte di ciò che sta succedendo attorno all’evento di Milano.

E benché io sappia che questa mia esternazione non serva a nulla se non a farmi tacciare come anticapitalista, anche se è noto a tutti che il capitalismo è in uno stato di fallimento totale, non potevo esimermi dall’esprimere almeno il mio pensiero ben rappresentato in questo dipinto di Mauro Nicora. L’avido e insaziabile umano (umano?) che si appresta a papparsi tutto il pianeta offertogli dal condiscendente, opportunista e scaltro servitore che rappresenta tutti noi che con il nostro assenso o dissenso permettiamo che tutto questo accada.

Mauro Nicora - Ultima cena - Anno 2013 - Acrilico su tavola cm. 120x90

Mauro Nicora – Ultima cena – Anno 2013 – Acrilico su tavola cm. 120×90

No…..io all’EXPO non ci andrò.

Paola Mangano

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