Charlie Hebdo; Je suis moi-même

In un momento storico in cui i governanti dell’occidente stanno perdendo giorno dopo giorno il consenso popolare, consenso che confluisce nelle frange dei disillusi dalla politica, scontenti e alquanto incazzati da chi detiene il potere, così incazzati da poter diventare pericolosi, si manifesta l’orrendo crimine di un manipolo di terroristi, un’atrocità che resterà indelebilmente impressa in ognuno di noi al di là del credo religioso o della tendenza politica. Un sentimento che accumuna tutti, islamici compresi. Un sentimento che autorizza il potere a prendere misure di sicurezza che andranno a ledere la nostra tanto acclamata libertà. Misure di sicurezza che saranno impartite da uomini corrotti, mafiosi, pluri condannati che siedono nei luoghi di comando. Manipolatori finanziari autorizzati non solo a condurci verso uno stato di dilagante povertà ma anche e soprattutto a schierarci contro i popoli islamici da anni ormai sotto scacco dell’imperialismo capitalistico occidentale.

Proprio oggi Gentiloni afferma “Il non interventismo non risolve i nostri problemi. Siamo tutti coinvolti da questo tipo di minaccia”. Avvertimento? Minaccia essa stessa? La paura alimenterà l’odio autorizzando nuove crociate contro l’Islam?

Se questi terroristi sono un gruppuscolo di fanatici che hanno organizzato la brutale esecuzione a loro spese o se invece dietro di loro si nascondono manovre politiche di più ampio respiro forse non avremo mai modo di saperlo. Certo fa riflettere l’armamentario da guerriglia organizzata di cui hanno fatto uso e l’allucinante dimenticanza di un documento di identità sull’auto utilizzata per l’attentato.

La solidarietà che a livello mondiale si è alzata verso la rivista satirica francese non deve farci dimenticare, e mi sa che molti se lo sono scordato, che in Italia la satira è stata spazzata via dal governo Berlusconi. Personaggi come i Guzzanti o Daniele Luttazzi per parlare dei più famosi sono stati liquidati dalle reti di stato e dal quel momento in poi tutti coloro che si sono occupati di satira hanno dovuto ridimensionare la loro graffiante attività, niente a che vedere con la libertà di espressione di Charlie Hebdo per intenderci.

In questi ultimi anni ho studiato parecchio le rivoluzioni colorate e anche i recenti fatti successi in Ucraina. Ho scoperto che dietro tutto ciò vi sono tanti e tali coinvolgimenti politici e finanziari mondiali da far girare la testa e che tutto ciò che sembra scaturire dal popolo è in realtà manovrato a tavolino a favore degli interessi dell’occidente.

L’Iraq e l’Afghanistan, colpiti duramente dopo l’11 settembre, sono un popolo ormai allo sfascio. In quei territori si sono però istallate tutte le più grandi potenze dell’occidente ad arraffare tutto ciò che posseggono, petrolio, gas, interessi finanziari nella ricostruzione e gran parte della loro dignità.

E non sto parlando di dietrologia ma di fatti storici verificabili come i falsi dossier nigerini utilizzati dall’amministrazione Bush per giustificare l’attacco all’Iraq. L’empatia che spesso mi contraddistingue mi fa riflettere. E se fossimo stati noi europei a essere invasi dagli islamici così come noi abbiamo fatto a loro? Quale reazione pensate avremmo potuto avere? Io sicuramente potrei essere paragonata a quelle migliaia di persone che nell’attuale mondo islamico subiscono l’occupazione senza usare violenza contro violenza ma non metterei la mano sul fuoco per i tantissimi esaltati che percorrono le nostre contrade.

Ciò che vedo in tutta questa faccenda è un’autorizzazione all’odio razziale, già fin troppo presente e tangibilmente autorizzato dalle crescenti politiche di estrema destra in tutta la nostra vecchia Europa. Il mio appello sarebbe quello di non lasciarsi sorprendere e influenzare, ma l’informazione vera è talmente latitante che dubito fortemente in una adeguata risoluzione.

Paola Mangano

Siria 2013 - Il senatore McCain con Abu Bakr Al Baghdadi leader dell'ISIS

Siria 2013 – Il senatore McCain con Abu Bakr Al Baghdadi leader dell’ISIS

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