Rivoluzionari senza rivoluzione

Ho iniziato queste ricerche allo scopo di comprendere il movimento 15-M, gli Indignati per intenderci (15-M da 15 maggio 2011 quando sono iniziate le proteste in Spagna), non pensando che mi sarei spinta così lontano. Ogni tassello conquistato apre una serie di altre ramificazione su un passato vicino e lontano che coinvolge genti e popoli di ogni parte del mondo.

cartel_dinA2_foto2

Nel 1976 il prof. Sharp (1) aveva fatto un incontro importante, imbattendosi in Peter Ackerman, una figura rivelatasi nel tempo davvero determinante per la diffusione delle sue idee ed il successo della strategia non violenta da lui propugnata. Proprio Sharp era stato infatti il relatore della tesi in relazioni internazionali sugli Aspetti strategici dei movimenti di resistenza non violenti che il promettente Ackerman aveva presentato alla prestigiosa Fletcher School of Law and Diplomacy, dove aveva in tal modo conseguito il PhD.

Peter Ackerman

Peter Ackerman

Ackerman intraprese poi una brillante carriera nel mondo dell’alta finanza speculativa, quella dei junk bonds, gli strumenti finanziari “spazzatura” che hanno permesso a lui di guadagnare, si dice, oltre 100 milioni di dollari l’anno per oltre un decennio e che hanno robustamente contribuito alla crisi dei subprime apertasi dall’estate 2007. Mentre il suo primo socio, Michael Milken, avrebbe poi avuto seri problemi giudiziari per le sue speculazioni finanziarie, Ackerman ha proseguito con successo la sua carriera di finanziere, che gli avrebbe anche consentito di diventare per anni, con contributi da lui definiti “a otto cifre”, il principale finanziatore dell’organizzazione costituita da Sharp nel 1983, la Albert Einstein Institution (AEI). Nonostante i suoi impegni come banchiere, nel 1990 Ackerman aveva pubblicato un altro dei principali testi della strategia non violenta, Strategic Non-violent Conflict, mentre svolgeva attività di ricerca presso l’International Institute for Strategic Studies (IISS) di Londra, uno dei più importanti think tank politico-militari al mondo: coautore di questo lavoro è stato Christopher Kruegler, altro personaggio del vivaio di Sharp, per alcuni anni direttore dello stesso AEI, come specialista in particolare delle strategie di difesa civile, analizzate e sviluppate fin dalla seconda Guerra Mondiale dal grande studioso britannico di strategia militare, sir Basil Liddel Hart, al quale Kruegler direttamente si ispira.

Dopo avere creato, nel 2002, una propria organizzazione, lo International Center on Non Violent Conflict (ICNC), Ackerman decideva però di sospendere i finanziamenti allo AEI, motivando questa sua decisione con la volontà di perseguire con maggiore intensità ed attivismo la lotta contro i regimi non democratici: uno degli aspetti di questa svolta è anche rappresentato dal fatto che, fin dal 1999, Ackerman stava contribuendo alla realizzazione di alcuni importanti prodotti mediatici, come consulente per la versione televisiva del film di Steve York “Una forza più potente: un secolo di conflitti non violenti” (A Force More Powerful: A Century of Nonviolent Conflict), per poi diventare nel 2002 il produttore del documentario sulla caduta di Slobodan Milosevic, “Rovesciare un Dittatore” (Bringing Down a Dictator), considerato il seguito del precedente lavoro. Un impegno nei nuovi media che si è spinto fino all’ideazione di un gioco elettronico, People Power oggi acquistabile on line a pochi dollari sul sito http://www.peoplepowergame.com, col quale ci si può divertire a mettere in pratica, comodamente seduti a tavolino, gli insegnamenti degli strateghi dell’azione non violenta.

People Power - il video game dei movimenti sociali

People Power – il video game dei movimenti sociali

Nel giugno del 2004, ebbe modo di illustrare la sua visione dell’importanza dei nuovi media ad una conferenza, tenuta niente meno che al Dipartimento di Stato, il ministero degli esteri americano, sul tema Between Hard and Soft Power: The Rise of Civilian-Based Struggle and Democratic Change, nel corso della quale spiegava che i movimenti giovanili che avevano rovesciato Milosevic in Serbia avrebbero potuto rovesciare anche quelli dell’Iran e della Corea del Nord, senza bisogno di usare le forze armate, affermando anche di stare sviluppando presso i Lawrence Livermore Laboratories, uno dei maggiori centri di ricerca scientifica militare, nuove tecnologie della comunicazione che potevano essere utilizzate in altre insurrezioni giovanili nel mondo: riferendosi alla Cina, in particolare, concludeva che “non v’è dubbio che queste tecnologie sono democratizzanti, in quanto permettono di decentralizzare le attività; se volete, possono creare un concetto digitale del diritto di riunione”.

Lawrence Livermore National Laboratory fotografato dalla NASA

Lawrence Livermore National Laboratory fotografato dalla NASA

La figura di Peter Ackerman è di particolare importanza quindi perché permette di cominciare a mettere a fuoco i collegamenti fra gli strateghi americani dell’opposizione non-violenta e gli avvenimenti odierni del mondo arabo, collegandoli in modo evidente e assai stretto a quanto accaduto dagli anni Novanta nei Balcani, nell’area ex-sovietica e nelle altre aree “calde” del mondo, laddove gli Usa hanno proclamato di voler diffondere la democrazia di stampo occidentale. Nel 2008, Ackerman è intervenuto anche al prestigioso appuntamento della classe dirigente israelo-americana che si tiene, sotto gli auspici del governo israeliano, ad Herziliya (vedi http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=280), nell’ambito di un gruppo di discussione sulla “Sfida dell’Islam radicale”, dove aveva precisato che “su 67 conflitti che hanno condotto alla democrazia, solo 17 sono derivati da negoziati fra classi dirigenti, gli altri 50 sono stati condotti mediante la disarticolazione dal basso dell’organizzazione politica: l’impegno della non violenza non è adottato per ragioni morali ma solo perché è necessario per demolire la lealtà della gente ad un regime e questo è difficile da realizzare se state minacciando di sparare“. Con uno sguardo alle possibilità di azione verso l’Iran, questo intervento dimostra l’attenzione degli strateghi della non violenza al mondo islamico: anche in questo caso, Ackerman ha già a sua disposizione uno strumento ben sperimentato.

Ackerman ha infatti costituito a Belgrado, finanziandolo con le risorse del suo ICNC, il Center for Applied Non Violent Action and Strategies, meglio noto come Canvas, nel quale sono confluiti molti dei militanti serbi di Otpor. Canvas è divenuto negli ultimi anni una delle organizzazioni più attive a livello mondiale nella formazione di attivisti che lavorano a favore della lotta contro i regimi messi al bando dagli Usa: alcuni di loro sono “veterani” delle campagne in Serbia, Georgia, Bielorussia di Otpor, come Slobodan Djinovic, Ivan Marovic, Srdja Popovic, oggi proprietario di una delle più importanti compagnie telefoniche private del paese. Questi attivisti hanno operato nello Zimbabwe, in Birmania, nelle Maldive, in Libano, Venezuela, Nigeria, Iran, con diversi livelli di successo, applicando le tecniche di Gene Sharp, di Robert Helvey, di Peter Ackerman, di cui utilizzano testi e documentari.
Paola Mangano

Srdja Popovic-CANVAS-symbol

Srdja Popovic-CANVAS-symbol

Note
1) Gene Sharp, intellettuale americano e teorico della rivoluzione non violenta, autore, tra gli altri, di “Dalla dittatura alla democrazia”, http://www.aeinstein.org/downloads/italiano/ scaricabile in italiano qui, vera guida su come deporre leader illiberali. Gene Sharp è stato il fondatore, nel 1983, dell’Albert Einstein Institute per «lo studio e l’utilizzo della nonviolenza nei conflitti di tutto il mondo». Studioso di Gandhi, dopo aver ottenuto il Ph.D. a Oxford, ha insegnato alla University of Massachusetts, prima di approdare ad Harvard come direttore del Program on Nonviolent Sanctions del Center for International Affairs. La sua attività di ricerca si è fin dalla gioventù unita a una militanza politica nei gruppi della sinistra americana. La pratica della disobbedienza civile e della nonviolenza lo portò a trascorrere due anni in carcere per essersi rifiutato di arruolarsi nella guerra di Corea. Durante gli anni delle lotte per i diritti civili, venne arrestato diverse volte per aver partecipato ai sit-in. Direttore della rivista pacifista “Peace News“, è stato assistente personale di una figura significativa del sindacalismo e della sinistra radicale americana come Abraham J. Muste, che ottenne nel 1958 il Peace Award e fu, fino alla sua morte nel 1967, uno strenuo oppositore della guerra in Vietnam. Di fatto Gene Sharp, assunto ad esempio da imitare dall’intero movimento non-violento dietro l’ispirazione ghandiana, è una persona che ha aiutato la CIA e la NATO a realizzare (o a tentare di attuare) colpi di stato in vari paesi negli ultimi 15 anni, attraverso la traduzione e divulgazione gratuita del suo manuale in 20 lingue e la relativa diffusione dei contenuti via Facebook e Twitter.

Bibliografia
http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=280
http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=293&tema=Divulgazione
http://2001-2009.state.gov/s/p/of/proc/34285.htm
http://axisoflogic.com/artman/publish/Article_56604.shtml

Annunci

4 pensieri su “Rivoluzionari senza rivoluzione

  1. La Ragione del più forte. Quella di chi vince…
    Potremmo riassumere così l’immagine degli Stati Uniti, non credi ?
    Conosco Ackerman, ed il suo pensiero, e lo seguo da parecchio ormai.
    Per dirla come diceva Lou Reed, è uno che “Walk on the Wild Side” , che spesso è quella meno sporca. Possiamo vedere il mondo con gli occhi degli americani, che non solo sono prevaricatori, ma che sono anche convinti di essere sempre nel giusto, oppure sforzare di vedere con gli occhi di chi vede il mondo in modo diverso da noi.
    Anche io sono, ovviamente nel mio piccolo, sul lato selvaggio della strada. E’ difficile, pieno di ostacoli, ma è qui che incontri le persone che vale la pena di conoscere.

    • non capisco….tu ritiene Ackerman un personaggio che val la pena di essere ascoltato?
      Io non credo proprio. Al di là delle belle parole vi è l’intenzione tutta americana di espandere il proprio dominio appropriandosi di ideali che appartenevano alla sinistra per imporre un regime di estrema destra, sostenuto e sovvenzionato da magnati dell’economia, neo-conservatori, americani.
      Renzi è il classico esempio di marionetta nelle mani di questi facoltosi e spietati burattinai. Si sono appropriati anche della stessa parola “rivoluzione” che non appartiene più al popolo, se non come estrema beffa. E leggo proprio ieri che Renzi incita gli italiani a scrivere alla mail rivoluzione@governo.it per dire la propria su come dovrebbe cambiare la macchina statale. Ci hanno tolto anche il diritto alla rivolta.

  2. Io credo che valga sicuramente la pena di ascoltarlo. Ma ascoltarlo non vuol dire essere d’accordo con lui. E’ una persona furba e intelligente, che sa usare la dialettica, e che riesce a coinvolgere molte persone. E’ con gente come lui che il sistema assimila i “dissidenti”…. Lo stato, per rinnovare se stesso, crea questi personaggi. Hai presente “Il Gattopardo” , il romanzo di Tomasi di Lampedusa ? Ad un certo punto l’anziano nobile dice “Dobbiamo cambiare tutto, per fare in modo che tutto resti come é” . Questo è il punto. Il concetto di rivoluzione nasconde se il fallimento, e la storia dell’uomo ne è la prova. Possiamo scegliere di stare sulle barricate, come quelli come me hanno sempre fatto, e vincere qualche battaglia (quelle che ci lasciano vincere), oppure cercare di cambiare le cose entrando nel sistema e facendolo crollare. Credo che la vera rivoluzione sia cambiare le persone…

    • ah…bene….allora siamo della stessa opinione. Purtroppo il mio pessimismo ultimamente supera di gran lunga il tuo; non nutro speranza alcuna nel genere umano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...