Demoni

Quando un demone viene respinto, quando finalmente siamo riusciti a imporgli il silenzio (per caso o attraverso la lotta), un altro lì vicino solleva la testa e si impone con presunta compiacenza.

La nostra vita sembra come la superficie di una solfatara; delle grandi bolle (roventi e fangose) scoppiano una dopo l’altra; quando una si rompe e si affloscia, essa ritorna nel magma e subito, più lontano, un’altra si forma, si gonfia. Le bolle fanno ploc, una dopo l’altra in un ordine indeterminato: è il disordine della natura. Cercare di controllarla è come espellersi dal paradiso.

Ma noi vogliamo analizzare, sapere, enunciare, vogliamo raffigurarci i nostri deliri, capire la nostra follia.

Ma forse non è questo che un grido d’amore? Una violenta richiesta che qualcuno ci ponga sotto la sua ala protettrice?

E se invece di cercare di capire, di correggerci e di dirigerci, facessimo della nostra coscienza una droga con la quale accedere alla visione del reale, senza barriere e restrizioni?

Paola

Common history. Acryl and oil on canvas. 60cm x 100cm. 2009

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2 pensieri su “Demoni

  1. non so perchè, ma mi hai convinto…
    poi ognuno il demone se lo immagina il meglio per sè. così, per non averne troppa paura. per non analizzare troppo.

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